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BENEDETTA VALENTINI
Significato
del nome: che augura il bene.
Origine: greca.
Onomastico: 11 Luglio.
Diffuso in tutta Italia, soprattutto in Sicilia.
Vista
senza il benché minimo interesse, Benedetta Valentini,
alunna della 3 C, può
sembrarvi una persona particolare. Se avrete la fotuna di
conoscerla a fondo,
invece, scoprirete una ragazza particolarmente pessimista, infestata dai fantasmi di una cultura precoce... insomma,
"angosciata" sembra il miglior aggettivo che le si addice.
La sua passione per la Corea è nota quanto spassionata. In
questi ultimi decenni, nulla le è più sfuggito, nemmeno il
più breve dei cortometraggi (senza andare a nominare le rassegne/tributo
al suo "amore impossibile", Kaneto Upu, vale a dire il più
grande regista coreano di tutti i
tempi)! Mentre i genitori Pier o e Rita si scalmanavano
davanti alle reti
nazionali, cantavano col Festivalbar e imparavano a memoria
tutti i jingle pubblicitari, Benedetta se ne andava di
cineclub in cineclub, pronta ogni giorno ad affrontare,
enfaticamente, le grandi tematiche post-teatrali di Urosaiwa
o il grande occhio sulla Corea bastarda di Upu, appunto, combattendo
fino all'ultimo sangue chi seguiva imperterrito
forme di pensiero minori come l'Irrealismo della scuola
cambogiana. Dopo aver prestato le sue doti artistiche di
regista per l'horror scolastico "Quella scuola accanto al
cimitero", Benedetta fa le valigie e parte per un fatiscente
viaggio in Oriente, angosciata da un mondo al quale la sua
anima non apparteneva più.
Perché non diamo un'occhiata alla sua scheda?
OCCHI: Verde lucertola.
TENDENZA: Vagamente ispirata ai Dark degli anni '80.
FILMOGRAFIA (parziale): "Quella scuola accanto al
cimitero" (1988).
FILM PREFERITI: "Silenzio e morte, disperazione e sudore,
ombre gialle ombre nere", "Gioventù bruciata", "Cronaca di
una paralisi", "Ballo sulla tomba di Oshiro", "I bambini ci
squartano", "Morte di un coltivatore di riso", "Dramma nella
strada dei risciò", "Ohar, donna galante",
"Ho visto anche cozze infelici" di Kaneto Upu; "Nosferatu,
il principe della notte" di Werner Herzog; "Possession" di
Andrej Zulawski; "Lo stato delle cose" e "Paris,
Texas" di Wim Wenders;
"L'uomo di Aran" di Robert J. Flaherty.
LETTURE PREFERITE: "Morte nel pomeriggio" di Ernest Hemingway; le varie raccolte di poesie di Tazuko;
"La divina commedia" del sommo Dante nella versione in
spagnolo; la raccolta "Mal de mar" di Ramon Munarol;
"E le stelle stanno a guardare".
Presentatrice d'ordinanza al Festival dei Poeti di Castel
Porziano, Benedetta continua a tingere la sua vita di
astrologia, parapsicologia, psicologia, scrittura, lettura e
critica cinematografica.
E chissà... magari, un giorno, la
incontrerete sulle valli di Tagliacozzo, assorta nei suoi
pensieri d'angoscia, a passeggiare nel suo vestito più nero,
i capelli sciolti al vento, ancora in attesa di un mondo
utopico pronto ad accettare i suoi profondi e giovani
pensieri di donna ribelle.
Concludo con un
ringraziamento vivissimo a tutti coloro che rendono ancor
viva l'idilliaca figura di una ragazza più che mai speciale.
E' grazie alla vostra fantasia che i suoi occhi possono
ancor brillare fra le porte socchiuse della nostalgia, con
la speranza che questo ripudiato essere fantastico possa
recitare, per l'ultima volta, le sue adolescenziali danze
notturne. Il Koreano.
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