"King Italia", n. 26 (Aprile 1990)

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Altri lavori
"KING ITALIA", n. 26 (Aprile 1990)

APPROFONDIMENTO
"Le promesse di Cinecittà - Quante belle scoperte"
di Monica Carovani.

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Tutte sperano nella nouvelle vague, sperano in Giuseppe Tornatore, assunto a simbolo di una riscossa del giovane cinema italiano. Sgomitano per una parte in un art. 28 (opera prima finanziata dal ministero dello Spettacolo) perché potrebbe essere un capolavoro, ma nel frattempo con encomiabile serietà accettano ruoli in serial tv (che almeno danno popolarità) o in filmetti dell'orrore (occorre riconoscere il merito di Dario Argento, Lamberto Bava & C., di dare una netta preferenza alle attrici locali per le loro macellerie).

"Recitare in un horror, o meglio in un giallo, è divertente", sottolinea Barbara Cupisti, che è la protagonista del prossimo incubo di Lamberto Bava, Testimone oculare, nel quale interpreta una cieca testimone oculare appunto di un omicidio, che viene minacciata dall'assassino. "Io adoro i film d'azione, dove c'è da sfegatarsi". Così, ben contenta, ha cavalcato cammelli da caccia nel deserto del film Fuga dal paradiso, una megaproduzione italiana con la regia di Ettore Pasculli, che dovrebbe andare a Cannes.

Ma la grande occasione deve ancora venire. Per quella c'è solo da raccomandarsi alla Dea Bendata. "Io ogni sera invece ringrazio il Signore per tutte le gioie che mi dà", dice con occhi sognanti Soraya Castillo, che sta vivendo una specie di moderna favola di Cenerentola (un incontro casuale a Santo Domingo con un giovane affascinante e benestante, il matrimonio, Roma, la moda, il cinema, tutto insieme... sembra una fiaba, no?), "e sinceramente non oso chiedere di più". Si sa però che ha già ricevuto un'offerta importante, di cui per scaramanzia non vuole parlare...".

Foto a cura di Carlo Bellincampi, TDR
 Ma un'altra cosa hanno in comune tutte queste fascinose ragazze che per King interpretano certe inquadrature del Neorealismo, l'unico movimento cinematografico che effettivamente ha tributato alle donne ruoli con da comprimarie e ha tenuto a battesimo le nostre ancor uniche Grandi Dive: la normalità. Senza trucco, con un paio di jeans e le scarpe basse, queste bombe del sesso tornano a essere come la compagna di università, la vicina di casa, la commessa del negozio. Sono attrici, sì, ma il lavoro è il lavoro; e la vita? Un'altra cosa.

NICOLETTA ELMI - MINI-BIOGRAFIA

25 anni, di Roma. E' una rossa doc, ex giocatrice di pallacanestro, nipote della conduttrice tv Maria Giovanna Elmi; ha debuttato nel cinema praticamente bambina (ha preso parte anche a Morte a Venezia di Luchino Visconti); da adolescente era nei film del filone marino (Amarsi un po', Windsurf il vento nelle mani), che ha proseguito partecipando a ben due serie de I ragazzi della III C: era l'artista, quella che portava il chiodo.


 

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